
ore 16.30
Piazza Massimo - Palermo
FUORI LA MAFIA DALLE ISTITUZIONI SICILIANE
Le indagini della magistratura che vedono coinvolto il presidente della Regione Lombardo e altri referenti istituzionali, così come l’arresto dell’arch. Liga e lo scioglimento per infiltrazioni mafiose di diversi comuni siciliani, destano profondo allarme e confermano l’esistenza di profonde zone grigie di contatto tra potere politico e ambienti collegati alla mafia.
L’affermata discontinutà con il cuffarismo da parte di Lombardo è stata da un lato esclusivamente propagandistica dall’altra finalizzata alla ristrutturazione del sistema di potere.
Chi continua ad appoggiare questo governo facendo da stampella al tutt’ora intatto sistema politico-clientelare, si rende complice di esso.
La natura clientelare del sistema di potere regionale implica l’assoggettamento e il ricatto di intere fasce sociali.
La sintonia con il governo nazionale nella demolizione della sanità pubblica e della scuola, l’assenza di un qualsiasi intervento sulle gravi questioni della crisi economica e occupazionale, la politica inutile delle grandi opere a fronte di un territorio martoriato dalle frane e dal dissesto idrogeologico, la distribuzione degli ultimi milioni di euro provenienti dalla comunità europea ad enti e aziende per la formazione fine a se stessa senza programmare incentivi seri per la ricerca e la reindustrializzazione della regione, il falso avviarsi di riforme mirate alla sola privatizzazione dei beni comuni e all’inserimento di nuove strutture e consulenze per ingrandire il bacino dei favoritismi, manifestano l’incapacità del governo Lombardo a far uscire la Sicilia da uno stato di crisi ormai strutturale e dal sottosviluppo che implica l’assoggettamento e il ricatto di intere fasce sociali a logiche clientelari.
Questa situazione, in assenza di efficaci e penetranti controlli politici e amministrativi, non può che agevolare l’insinuazione di interessi affaristici riconducibili a Cosa Nostra.
Avviare una nuova fase di rinnovamento della politica e di rilancio di una sana gestione della cosa pubblica, prepararsi a nuove elezioni, costruire una reale alternativa democratica e antimafiosa è dovere della società civile e delle organizzazioni politiche e sociali.
Per questo chiediamo:

* Le dimissioni immediate del Presidente della Regione e lo scioglimento dell’Assemblea regionale per non compromettere definitivamente il futuro di questa terra;
* Nuove elezioni per l’avvio di una fase di rinnovamento delle politiche regionali;
* La centralità della dimensione etica nella politica a partire dall’esclusione dalle liste elettorali di candidati indagati e/o collusi con la mafia.














